domenica 22 novembre 2009

Ieri convegno sull'utilità della tangenziale est nella collina torinese

Ieri interessante convegno a Torino sull'utilità della tangenziale est che la Provincia di Torino vorrebbe costruire nella collina torinese, 20 km di cui almeno 8 km in galleria, con forte impatto prevedibile sull'ambiente, la flora, e l'assetto idrogeologico della collina torinese

Tra i relatori, la dott.ssa Paola Villani, ex-mobility manager alla Provincia di Torino, poi a Milano e al Politecnico di Milano; il dott. geologo Quagliolo esperto anche di TAV, il prof.Guido Montanari di storia dell'architettura, esperto di storia del paesaggio, attivo tra gli altri anche nel comitato contro i grattacieli a Torino; Andrea Mottura, per il coordinamento dei comitati no tangest; il sottoscritto, come relatore medico del possibile impatto della tangenziale sulla salute degli abitanti.

La sala della Cascina Marchesa, in corso Vercelli, era piacevolmente gremita, e al fondo era allestito banchetto con le delizie biologiche dell'Associazione Voglia di Futuro.

Il coordinamento dei comitati ha ormai accumulato una quantità di informrazioni tali da essere secondi solo ai No Tav sul nostro territorio, tanto che l'unico consigliere regionale intervenuto, Juri Bossuto (PRC), ironizza sul fatto che sia ben più del materiale accumulato dalla stessa Provincia.

Tanto per citarne alcuni (poi si rinvia al sito del coordinamento per approfondimenti) la tangenziale costrebbe fino a 1 miliardo di euro, a progetto, che facilmente poi aumenterà visto il ricorso al project financing, che da ai privati la gestione del servizio/merce (cioè gli utili dei pedaggi) e spalma sul pubblico tutti gli eventuali costi extra (che ovviamente saranno dovuti al palleggio tra terzisti una volta iniziata l'opera); con 1/20 si potrebbe costruire tutta la 4a corsia della tangenziale esistente, e con 2/3 si potrebbe costruire un sistema metropolitano ferroviario efficiente.

Le relazioni dei tecnici esterni si rivelano molto interessanti, spt quello della dott.ssa Paola villani, di cui mi ha molto colpito la frase di puro e semplice buon senso: "il problema non è come risolvere il traffico, ma il fatto che tutti vogliano muoversi alla stessa ora senza impedimento alcuno; è come se un padre di famiglia con 3 figli, visto che tutti devono andare al bagno alle 7.30 del mattino, si costruisse 5 bagni in casa. non lo trovate assurdo?". In diversi casi, come a Milano per la ditta Bayer si è proceduti ad una pianificazione degli ingressi differenziati in fabbrica. Sarebbe ovviamente necessario proporlo a Torino (ricordo che il consigliere Petrarulo-IDV lo aveva proposto in relazione alla chiusura del ponte di Strada Settimo per lavori). La dott.ssa definisce inutile l'opera in quanto non ridurrà la congestione della restante tangenziale (riduzione di pochi punti%), non servirà un abitato densamente abitato (la collina torinese), nè poli industriali come quelli serviti dalla restante tangenziale (beinasco, orbassano...), nè grossi centri commerciali della GDO...a meno che se ne vogliano creare di nuovi e relativo massiccio insediamento residenziale...

Il dott. Quagliolo ci ha portato per mano nei meandri della progettazione delle grandi opere in cui nessuno valuta l'impatto idrogeologico (Mugello docet). Lo stesso ponte di Gassino costato una valangata di milioni di euro, è stato progettato sul punto più ampio dell'area a rischio di esondazione del Po!!, la zona dove già nelle alluvioni passate diversi ponti erano stati travolti o gravemente danneggiati.
Insomma le progettazioni vengono fatte totalmente contro natura (per ignoranza o volutamente ci viene da chiedere), e nessuno si cura dei costi di manutenzione anch'essi molto elevati. Chissà quindi a cosa sono serviti i 166 mila euro dati per lo studio di pre-fattibilità del Politecnico di Torino, quando nel 2000 la Provincia con i suoi tecnici, a costo zero, aveva già studiato l'opera?

Ottimo anche l'intervento del prof. Montanari che ci ha insegnato che cos'è il paesaggio e perchè dovrebbe essere tutelato visto che ce lo prescrive anche la nostra bistrattata Costituzione, tra i principi. Il paesaggio nasce dall'unione simbiotica del dato ambientale, naturale e dell'intervento umano, antropico; ma quest'ultimo prevale, l'armonia del paesaggio degrada e scompare lo stesso concetto di paesaggio in senso oggettivo, diventando altro da sè, cicatrice di sè. Il professore ci chiede se quando dei privati fanno scempio del paesaggio che lentamente abbiamo costruito insieme alla Natura per secoli, non si debba parlare di privatizzazione dello stesso, e non sia il caso di lottare per esso, a prescindere dalla nostra sensibilità individuale.

Il mio intervento si è concentrato soprattutto sull'analisi delle emissioni delle automobili, smascherando i pro e i contro delle marmitte "ecologiche". In particolare le catalitiche pur riducendo, quando in temperatura, HC, CO e NOx ossidandoli a CO2 e H20 e NO2, pare emettano micro e nanoparticelle dei metalli pesanti usati come catalizzatori (palladio, rodio e platino) i cui effetti tossicologici sono ancora da studiare. Il filtro anti-particolato dei motori diesel pare semplicemente ridurre il microparticolato in particelle ancora più fini, particolato ultrafine e nano-particelle, non normate nelle direttive europee anti-inquinamento e difficilmente misurabili, ancora più facilmente respirabili in profondità fino a penetrare nel torrente circolatorio. Gli studi sono ancora in fase di definizione, ma sembra ormai chiaro che tutte le combustioni ad alta temperatura (soprattutto quelle di acciaierie, cementifici, inceneritori) siano responsabili dell'aumento di incidenza di neoplasie anche giovanili, di Sindrome di Alzheimer o demenza senile, di malformazioni neonatali e disturbi pervasivi dello sviluppo (autismo, ADHD).

Si è chiuso, con gli interventi del pubblico, moderati da Emilio Soave, di Pro Natura, concentrandoci sulle proposte costruttive, facilmente realizzabili, a costi molto minori: come detto prima, investire sulla mobilità pubblica che faciliti ai pendolari l'abbandono del mezzo privato a favore di uno pubblico, pulito, in orario e sostenibile (ad es. nel caso in oggetto una metropolitana leggera di superficie da san raffaele cimena, sfruttando l'ex canale dell'ENEL, la linea 2 della metro con diramazione a Pescarito-San Mauro Torinese)


Ringraziamo tutti, e diffondete le notizie!!
No alla tangest, no al furto delle nostre risorse e dei nostri soldi!!

mercoledì 18 novembre 2009

Grazie a chi ha manifestato ieri per una Società Civile...

Volevo ringraziare gli innumerevoli studenti liceali, universitari, precari, borsisti, professori, membri di associazioni ed attivisti che sono scesi in piazza ieri nel 70esimo anniversario dell'International Students' Day, per mettersi in mezzo al tentativo di privatizzazione dei saperi messo in opera dal nostro governo.
Vi ringrazio perchè, nonostante i giornali vi dipingano come violenti ed incivili, siete voi i rappresentanti, l'ultimo baluardo della società civile.

Le forze dell'Ordine troppo zelanti- la Giustizia è uguale per tutti?


A Milano per il semplice motivo di aver deviato dal percorso d'imperio concordato con la Prefettura, sono stati selvaggiamente caricati dalle forze dell'Ordine, un po' troppo zelanti a mettere in atto gli ordini dall'alto (ma riflettete quando state picchiando un cittadino come voi? Esiste ancora il diritto di libera espressione del dissenso?), quattro giovani sono stati fermati per resistenza a pubblico ufficiale (avrebbero forse dovuto offrire l'altra guancia ai manganelli di Stato?), lesioni personali (sembra a molti strano che un poliziotto abbia riportato lesioni per 7 giorni di prognosi, considerando come sono pesantemente protetti da casco, scudo e tute rinforzate). Due sono stati rilasciati, due sono stati trattenuti in Procura e saranno processati per direttissima. Diavolo, fosse così efficiente la Giustizia per i veri problemi degli italiani, i bancarottieri, i truffatori, gli evasori, ma quelli no, sono da proteggere perchè fanno aumentare il PIL della nazione (e soprattutto, quello delle Cayman). Chiediamo quindi a tutti gli onesti servitori dell'Ordine sociale di isolare le mele marce, i violenti e di tutelare davvero l'incolumità dei cittadini e non quella dei potenti.

I media faziosi- facciamo outing sociale!


I giovani sono stati etichettati dai media come appartenenti ai “centri sociali”, con chiaro intento dispregiativo, come se frequentare i centri sociali – che etimologicamente sono centri di aggregazione sociale e non covi di pericolosi eversivi – fosse di per sé segno di pericolosità sociale. Dove passino le loro serate i giovani a noi importa poco, così come dei loro gusti sessuali o l'appartenenza religiosa, il colore della pelle, ci interessa solo se stanno dalla parte del buon senso o meno. Ormai l'Italia è divisa in due, sull'orlo della rivoluzione civile, tra chi si beve tutti i giorni il cocktail drogante dei media e dei proclami di Stato (non esiste la crisi! continuate a spendere!) e chi ha preso la pillola rossa e si è risvegliato dal torpore e si è schierato a favore del buon senso, della difesa dei propri diritti e dei beni comuni. Faremo allora outing sociale: siamo tutti per l'aggregazione sociale a favore del buon senso!! e per la protesta sociale, civile, quando il Governo fa uso sprezzante della delega che il Paese ha concesso loro nella speranza che venisse perseguito il Bene Comune e non i loro meri interessi personali, e quelli dei loro amici lobbysti.

La Costituzione disattesa e violata- quale società civile?


La Costituzione all'art. 41 dichiara che “l'attività economica privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con l'utilità sociale”. La stessa Costituzione dichiara all'art. 34 che “la scuola è aperta a tutti...i capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi. La Repubblica rende effettivo questo diritto con le borse di studio, assegni alle famiglie e altre provvidenze...”. All'art. 4 “La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro...”
Mi chiedo quale società civile potremo mai costruire se questi diritti vengono negati e la stessa Costituzione non solo viene disattesa, ma rovesciata. Queste manifestazioni sono l'espressione della società civile indignata, esasperata dal vedere il terreno dei diritti che si sgretola sotto i loro piedi. Le persone civili non sono quelle in giacca e cravatta che fanno e disfano i destini di milioni di persone con un colpo di penna, suffragato da lobby potenti, ma quelli che sudano e prendono freddo (e qualche manganello) in piazza, quelli che hanno un cuore e una testa e che li fanno comunicare tra loro.

mercoledì 11 novembre 2009

Solidarietà a Sonia Alfano

Sonia Alfano riferisce sul suo blog di essere stata minacciata telefonicamente dopo il suo doppio incontro a Torino e in Val Susa di sabato 7 novembre.
Piena solidarietà all'europarlamentare e vergogna ai pavidi che pensano di fermare il Rinnovamento italiano così: è evidente che dietro la TAV si celano forti interessi della ciminalità organizzata.

NO TAV
NO MAFIA

domenica 8 novembre 2009

No TAV: il popolo che conta

Ieri sera giornata trionfale per la Val Susa, simbolo di tutti i cittadini che difendono i propri territori e le proprie famiglie dalle speculazioni dei poteri economici e dal malaffare mafioso.

Con una strategica presa di posizione, i NO TAV han conquistato la comunità montana tramite un'alleanza tra amministratori di liste civiche No TAV ed amministratori di valle del PD, obbligando questi ultimi a disattendere le direttive di partito, col rischio di venire buttati fuori. Neo-presidente della comunità montana che da quest'anno raggruppa Alta e Bassa Val Susa e la Val Sangone, Sandro Plano, ex-sindaco di Susa, oggi assessore di Venaus.

Questo dimostra chiaramente che, dove i movimenti sono forti e radicati sul territorio a tal punto da superare le sterili contrapposizioni da tifoserie tra sinistra e destra (egualmente cadaveriche) sono capaci di dettare la linea dell'agenda a livello locale, contravvenendo quelle che sono le direttive da Roma e da Torino.

Un segnale importantissimo che deve rincuorare tutti quanti si oppongono a progetti devastanti ed inutili sui loro territori: dalla base di Vicenza al ponte sullo stretto, dal Mose all'Expo, dalla tangenziale est di Torino alle centrali nucleari...uniti in una visione di mondo futuro vivibile e sostenibile, incentrato sulla tutela di beni comuni quali cultura, ambiente e reti sociali e non sulla costruzione di grandi infrastrutture che rimarranno dopo la transizione cattedrali nel deserto.

Sabato sera, ospiti della lista civica Bussoleno Provaci, Agnoletto, ex-europarlamentare PRC consegnava simbolicamente la difesa della valle in Europa, a Sonia Alfano, neoparlamentare indipendente dell'IDV, eletta con i voti del MoVimento grillino e della società civile. La serata vedeva anche il passaggio del neo-presidente Sandro Plano con tanto di foto con bandiera No Tav!

Sonia Alfano, dopo un'emozionante incontro a Torino con Salvatore Borsellino, Benny Calasanzio, Gioacchino Genchi, nel nome del popolo delle agende rosse, ha saputo convincere anche in Val Susa nonostante la distanza ideale tra Sicilia e Piemonte (grazie, purtoppo, alla comune lotta alla mafia per la rinascita di un paese finalmente democratico e legalitario) e per l'appartenenza, anche se indipendente, all'IDV, un partito sempre stato a favore della TAV. Le critiche all'IDV sono state chiare e nette, sulle scelte sull'ambiente, sulle infrastrutture, e sulla pretesa moralità che non si rispecchiano in candidati come Misiti o Loiero.

ps. forse per questo oggi Di Pietro sul suo blog intima agli stessi Misiti e Loiero di farsi da parte?

domenica 1 novembre 2009

Suina: pandemia, bufala, strategia di lobby, o sterminio di massa?

Premessa

La Sanofi-Aventis in data 9 marzo 2009 a Città del Messico firma in pompa magna un accordo per la realizzazione di un nuovo impianto che produrrà 25 milioni di vaccini antinfluenza stagionale per 100 milioni di euro e che, eventualmente, in caso di pandemia, potrà convertirsi alla produzione dei vaccini pandemici.
La Sanofi-Aventis produce già circa 1,6 miliardo di dosi di vaccini antinfluenzali ed altri 20 tipi di vaccini, ed è leader del settore.
Secondo l’OMS, la casistica mondiale annua dell’influenza interpandemica potrebbe essere nell’ordine del miliardo di casi, responsabili ogni anno di 300-500 mila morti in tutto il mondo.

Proprio a Città del Messico, in marzo, compaiono i primi casi di influenza H1N1, ribattezzata in suina. Se è vero che l'impianto è lungi dall'essere costruito, la coincidenza che ne giustifica l'investimento è strabiliante.

La Pandemia secondo la nuova definizione dell'OMS

Nel 2007 la definizione di pandemia per l'OMS includeva oltre a criteri di diffusione geografica, anche la presenza di una morbosità e di mortalità elevate (cfr. An influenza pandemic occurs when a new influenza virus appears against which the human population has no immunity, resulting in epidemics worldwide with enormous numbers of deaths and illness). Nel 2009, sembra proprio in Aprile, la definizione viene inspiegabilmente cambiata, cancellando il riferimento all'elevata morbosità e mortalità, definendola come una malattia che provoca più casi del normale a livello mondiale!!! (cfr. A disease epidemic occurs when there are more cases of that disease than normal. A pandemic is a worldwide epidemic of a disease. An influenza pandemic may occur when a new influenza virus appears against which the human population has no immunity.)

Il 24 aprile l’OMS parla ufficialmente di qualche centinaia di casi d'infezione e 7 decessi, tutti in Messico. Il 29 aprile il primo decesso fuori dal Messico, fa scattare la "pandemia" ufficialmente al livello 5, sulla scala di 6.
L'11 giugno viene dichiarato il livello 6 di pandemia, cioè che la malattia si è diffusa in più di una regione del mondo (e ci mancherebbe con la globalizzazione attuale), ma non che la malattia è particolarmente grave e pericolosa. Anzi, la pandemia viene definita di grado moderato: al 10 giugno aveva colpito 74 nazioni con 27 000 cases of influenza A(H1N1), inclusi 141 decessi. Ciò nondimeno potrebbe causare forti impatti sul sistema sanitario.
Molti paesi hanno stipulato contratti per acquistare da Big Pharma un certo numero di dosi di vaccino nel caso che ci fosse una dichiarazione da parte dell’OMS del raggiungimento del sesto livello di pandemia. Ad es in Italia è stato firmato un accordo nel 2005 con la Chiron SRL (ora Novartis) e Sanofi-Aventis ad impegnarsi ad acquistare presso di loro i vaccini, in seguito all'influenza aviaria del 2003/2004.

Le aziende produttrici dei vaccini fanno ovviamente azione di lobby sull’OMS per ciò che riguarda le definizioni e dichiarazioni di pandemia.

I vaccini

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I vaccini in Italia

Quattordici milioni di euro è la cifra stanziata a Scoppito (L'Aquila) dall'azienda farmaceutica Sanofi Aventis dopo il sisma che ha colpito l'Abruzzo lo scorso 6 aprile, un impegno consistente per lo stabilimento farmaceutico che ha sede appunto nel Comune di Scoppito ed è ritenuto strategico dall'azienda francese, che nella Penisola ha altri 4 stabilimenti: Brindisi, Anagni, Garessio (Cuneo) e Origgio (Varese).
Di questi 14 milioni, 8 sono stati investiti per mettere in sicurezza lo stabilimento produttivo di Scoppito, costruito con criteri anti sismici, e per realizzare una tendopoli durante la fase di emergenza. Altri 6 per costruire il complesso residenziale dedicato a circa 500 collaboratori dell'azienda. I lavori per il villaggio iniziati il 6 luglio si sono conclusi il 23 settembre.



L'unità di Crisi istituita dal Ministero della Salute dopo la dichiarazione della pandemia da parte dell'OMS, valutando in 9 milioni i possibili casi di influenza H1N1, ha emesso delle note in data 17 e 21 luglio 2009, fatte proprie dal governo italiano, firmate dal Sottosegretario alla Protezione Civile, Bertolaso, esprimendo sia a Novartis che a Sanofi-Aventis l'interesse ad acquisire 24 milioni di dosi di vaccino antinfluenzale A da ciascuna di tali società.


Il 21 agosto 2009 si procedeva a firmare l'accordo con la Novartis per i primi 24 milioni di vaccini.

In data 2 settembre con rilievo istruttorio n. 234 , l’Ufficio di controllo di legittimità
su atti dei Ministeri dei servizi alla persona e dei beni culturali –
esaminato il contratto allegato al provvedimento – ha chiesto di
fornire chiarimenti in ordine ai seguenti punti:


1) la decima premessa – parte integrante del contratto – precisando che l’esito delle ricerche, la capacità di sviluppare con successo il Prodotto,
i tempi di produzione, la qualità dell’inoculo virale, la
capacità produttiva e il lancio del prodotto sono ancora in
corso di definizione
, sembra vanificare a favore della Novartis tutti
i successivi vincoli contrattuali;

4)l’art. 4.1 stabilisce che il Ministero accetti il prodotto anche in assenza
dell’autorizzazione all’ammissione in commercio in Italia
,
concordando in tal caso un generico “Quality Agreement”;

6)l’art. 4.4,
riguardante eventuali difetti di Fabbricazione o Danni Fisici del
prodotto, richiede l’accordo della Novartis sull’esistenza degli
stessi;



7)l’art. 4.5 prevede
rimborsi al Ministero per danni causati a terzi, limitatamente a
causa di Difetti di Fabbricazione, mentre ai sensi dell’art. 4.6 il
Ministero dovrà risarcire Novartis per danni causati a terzi
in tutti gli altri casi;


8)l’art. 9.3 prevede
il pagamento alla Novartis di euro 24.080.000 (al netto di IVA) ai
fini della partecipazione ai costi in caso di non ottenimento
dell’autorizzazione all’immissione in commercio
del Prodotto,
senza alcuna specificazione in merito ai criteri di quantificazione
del predetto importo;

9)l’art. 9.5
stabilisce che, qualora il contratto venga risolto per violazione di
disposizioni essenziali  da parte di Novartis, il pagamento
dovrà essere ugualmente effettuato
per il prodotto fabbricato
e consegnato;

10)l’art. 10.2
considera Informazioni Riservate anche l’esistenza del contratto e
le  disposizioni in esso contenute
, clausola – in
considerazione dell’evidenza pubblica della procedura –
impossibile da rispettare;

11)il contratto appare
carente di parere di organo tecnico in grado di attestare la
congruità dei prezzi
in esso concordati.

La Corte dei Conti in data 21 settembre ha bocciato le richieste vista "l'eccezionalità e la somma urgenza dell'intervento". 

Il colosso farmaceutico francese Sanofi-Aventis chiude il terzo
trimestre 2009 con risultati in crescita: utile netto a 2,229 miliardi
di euro, in aumento del 7,7% a tassi di cambio costante rispetto al
terzo trimestre 2008, e vendite nette a 7,4 miliardi (+6%). A spingere
la crescita soprattutto l'insulina Lantus (+20% a 778 milioni di euro),
mentre il fatturato dei vaccini contro l'influenza stagionale cala del
3,2% a 378 milioni. In previsione delle vendite di vaccino contro
l'influenza pandemica A/H1N1 (circa 500 milioni di euro nel quarto
trimestre dell'anno), il gruppo parigino corregge al rialzo le stime
per l'intero esercizio. Per fine 2009 si aspetta un utile per azione in
progressione dell'11%.

Novartis: nel terzo trimestre il risultato netto e' salito dell'1% a 2,1 miliardi
di dollari.

I primi morti da vaccino


Dagens Nyheter riporta che un quarto caso di morte causato dai vaccini contro l’influenza suina
si è verificato in Svezia. Una donna molto anziana, 90 anni, è morta
ieri pochi giorni dopo avere ricevuto il vaccino contro l’influenza
suina Pandemrix. Questa è la quarta morte che si sospetta sia
direttamente collegata al vaccino in questione, ovvero ai cosiddetti
“pesanti effetti collaterali” del nuovo vaccino non testato e dei
coadiuvanti che esso contiene. I livelli di squalene presente nei
vaccini utilizzati in Svezia sono migliaia di volte maggiori di quelli
utilizzati nei vaccini che hanno causato la Sindrome del Golfo che fino
ad ora ha ucciso o danneggiato seriamente oltre 30.000 militari
Statunitensi [almeno altri 120.000 hanno sviluppato sintomi meno
severi, ed in complesso circa il 25 % dei militari statunitensi spediti
in Iraq nel 1991 si sono ammalati - N.d.T.].


mercoledì 28 ottobre 2009

Scajola e la Cina...

E' stato appena ratificato dal Governo Berlusconi il progetto del ministro Scajola per creare le prime 22 zone economiche speciali ops...zone franche urbane, zone particolarmente disagiate dove le PMI fino a 50 addetti potranno essere esenti dalle tasse per 100 milioni. Tutto ciò per favorire la ripresa dell'economia. 

Ma l'economia deve ripartire autonomamente sulla base della domanda interna. Per battere la competizione esterna, siamo arrivati a questo: creare delle diseguaglianze pericolose tra diversi territori, peggio delle gabbie salariali, anzichè investire sulla ricerca e sulla tecnologia, sull'assistenza alla persona e il welfare in generale.

Ricordiamo che in Cina tali zone attirano multinazionali senza scrupoli che non rispettano nessuno dei diritti dei lavoratori dell'OIL.
Per ora qui, sono PMI, speriamo bene. 

Finiremo mica come la Cina, pur di produrre di più?

Lo stop agli Euro-2 diesel: incentivi bis alla Fiat

Che senso ha fermare gli euro-2 diesel, mi chiedo, come se da questo dipendesse il miglioramento dell'inquinamento delle nostre città.
La maggior parte delle emissioni di micropolveri deriva dai riscaldamenti, infatti, aumenta esponenzialmente in inverno e quasi sparisce d'estate, a parità di automobili.

La frottola delle norme anti-inquinamento (euro1->5) è servita per rallentare l'invasione del mercato automobilistico da parte dei colossi cinesi, indiani e coreani, oltre che il sistema di valutazione della sicurenzza EuroNCAP (la maggior parte degli incidenti mortali avvengono in condizioni tali che nessun sistema di sicurezza passivo può servire).

In materia nulla si crea e nulla si distrugge. Se brucio un litro di gasolio, emetterò la stessa quantità di inquinanti, semplicemente con i nuovi filtri anti-particolato (FAP, DPF ecc...), queste particelle e microinquinanti vengono bloccate da un filtro che si surriscalda fino all'espulsione delle stessa quantità di inquinanti intrappolati, semplicemente in particelle più piccole, cioè più facilmente inalabili fino agli alveoli polmonari e di qui trasferibili nel torrente circolatorio e a tutti gli organi con effetti non ancora interamente determinati (effetti delle nanoparticelle: alterazioni endorcine, mutazioni genetiche, tumori). Alla fine del ciclo inoltre residuano tutti i filtri esausti da smaltire.

La Convenzione di Stoccolma a cui hanno aderito tutti i paesi europei, vieta non solo l'immissione ma anche la produzione di detti inquinanti pericolosi per la salute umana. Quindi la soluzione migliore è non produrli e non polverizzarli in nanoparticelle non rilevabili (se ci fate caso, i vecchi motori a gasolio fanno la fumata nera, quelli nuovi no, ma è solo un'illusione ottica): l'ennesimo esempio di greenwashing.

Obbligare i cittadini a cambiare automobile ogni 7-8 anni è un balzello ingiusto (insieme alla tassa sul possesso e le accise sul carburante), soprattutto perchè dal punto di vista di un ciclo di vita, è molto più inquinante comprare un'automobile nuova che usare la propria vecchia Euro-2 (ma anche euro-0, od euro-1). Ma questo serve per "rilanciare" l'economia, compreso gli incentivi per miliardi di euro al comparto in crisi.

Dov'è finito il liberismo? Se un settore è in crisi, vuol dire che non v'è più domanda o che vi è, come per l'auto, una sovrapproduzione, e quindi tale produzione va tagliata.

Ovvio che con un sistema di ammortizzatori sociali da terzo mondo, i poveri lavoratori appiedati dall'industria automobolistica e dell'indotto saranno appiedati e parecchio imbufaliti. Drogare la domanda con gli incentivi, significa solo rallentarne il collasso e procrastinare delle manovere serie e credibili per dare un lavoro utile e soddisfacente alla gente.

Diciamo quindi no allo stop degli Euro-2 diesel, sì all'introduzione di una mobilità sostenibile efficiente ed efficace, e sì ad un ticket per l'ingresso in città, i cui proventi andranno destinati per la realizzazione di un progetto di mobilità suburbana (metropolitana ferroviaria, metrò, bus, car/bike sharing).
Altro che ZTL allargata.

Non si possono vessare i cittadini, senza offrire servizi adeguati in cambio.

martedì 27 ottobre 2009

La social card del Piemonte: win for life?

Il Piemonte ha un tasso di disoccupazione al 7% (a giugno), nel terzo trimestre dell'anno la cigs ha fatto registrare 17 mln di ore autorizzate, con un aumento interannuale del 460%. A fine settembre, inoltre, i lavoratori in Piemonte in cassa integrazione straordinaria risultano 31 mila. Per quanto riguarda la cassa integrazione ordinaria, in Piemonte le ore medie autorizzate per occupato nei primi nove mesi del 2009 sono state 235, con una media nazionale pari a 115 ore. Il ricorso alla cassa integrazione in deroga, infine, nel corso del 2009 ha registrato una decisa accelerazione delle domande: tra gennaio e settembre ne sono pervenute 6.200 circa, che interessano 3.086 imprese, in gran parte artigiane, e che coinvolgono oltre 20.000 lavoratori con un impegno di spesa che a preventivo si attesta a meta' settembre a circa 150 milioni di euro.

Il 16 ottobre, l'Ass. al Lavoro, Migliasso chiedeva disperatamente quei 150 milioni al governo, il quale ne sembra aver girato solo 60. Ora spuntano 15 milioni a pioggia. Bresso & co han deciso di dare un 3000 € una tantum per "sostenere il reddito delle lavoratrici e dei lavoratori che dal 1° settembre 2008 al 31 dicembre 2009 hanno perso il lavoro e sono completamente privi di ammortizzatori sociali (cassa integrazione ordinaria, straordinaria o in deroga, indennità di mobilità o di disoccupazione ordinaria e in deroga).

I beneficiari del contributo...devono... avere un indicatore Isee ricalcolato pari o inferiore a 13.000 euro: lavoratori a tempo determinato...con contratto giunto a scadenza naturale o interrotto prima della scadenza in seguito alla crisi, che complessivamente abbiano lavorato almeno 90 giorni... e per non più di 12 mesi; titolari di contratto di collaborazione a progetto o di collaborazione coordinata continuativa, che abbiano maturato un’anzianità lavorativa di almeno 90 giorni..., giunto a scadenza naturale o interrotto prima della scadenza naturale dal committente in seguito a crisi aziendale; lavoratori a tempo indeterminato licenziati, che abbiano maturato un’anzianità lavorativa di almeno 90 giorni presso la stessa azienda. Non è ammesso chi è stato licenziato per giusta causa, per giustificato motivo soggettivo, per mancato superamento del periodo di prova, per superamento del periodo di comporto. Non può partecipare chi ha dato le dimissioni volontarie, non a causa di crisi aziendale. I moduli per la domanda si possono ritirare anche nelle sedi dei Centri provinciali per l’impiego del Piemonte, negli uffici Urp della Regione o scaricare da www.agenziapiemontelavoro.net e andranno presentati all’Agenzia Piemonte Lavoro con una raccomandata con ricevuta di ritorno inviata entro il 29 gennaio o consegnati a mano entro il 28 gennaio 2010. Per informazioni è attivo il numero verde 800124345. Chi percepirà il contributo sarà inserito in azioni di politica attiva del lavoro (orientamento e formazione professionale) predisposte in collaborazione con i Centri per l’impiego."

E chi già prima della crisi un lavoro non l'aveva?


Memori del successone della social card del ministro TremoRti, i nostri decidono di non essere da meno. Ma i cittadini non vogliono l'elemosina, bensì un lavoro gratificante, stabile (come lo stesso TremoRti si è affrettato a dire qualche giorno fa in un rigurgito socialista nell'attesa dei forconi) e con "una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un'esistenza libera e dignitosa", come recita l'art.36 della Costituzione.

L'attuale classe politica, vittima e carnefice al contempo di una miopia ideologica incancrenitasi in sterili polemiche bipartisan, è con le spalle al muro e propone le stesse vecchie ricette fallimentari.
Come investire miliardi di euro in grandi opere di dubbia o nessuna utilità (TAV, tangenziali e inceneritori) che danno lavori precari, spesso in nero ad extra-comunitari che la legge ha reso criminali per decreto, devastano i territori, mentre la gente fa la fame?
Quanti redditi di cittadinanza/disoccupazione potemmo elargire evitando questi sprechi? Quanta occupazione potremmo creare con i lavori e l'applicazione delle tecnologie che migliorano le efficienze dei nostri processi produttivi/energetici?

Nell'attesa che si presenti una nuova classe politica che sappia rispondere a queste domande e metterle in pratica, una volta votata, consiglio vivamente di segnarvi questo studio di Unioncamere: le figure più richieste.
 
"Nonostante sia evidente un contesto di ridimensionamento in termini assoluti delle assunzioni previste per l’anno 2009, Excelsior mette in evidenza quelle che sono le figure professionali più ricercate sul nostro territorio, sia quelle maggiormente qualificate (ad esempio contabili, professioni del mondo sanitario, impiegati addetti alla logistica) che quelle cosiddette low skill tra cui spicca la richiesta di commessi, addetti ai servizi di pulizia e camerieri.
Su tutto il territorio nazionale... si mette in evidenza la difficoltà di reperire infermieri e figure specializzate del mondo sanitario".


Nel frattempo reimpariamo la virtuosa arte della sobrietà, che non vuol dire rinuncia, ma rifiuto degli sprechi e delle inefficienze. Solo con questo nella vita di tutti i giorni si possono risparmiare decine di euro al mese, mentre lo Stato e gli enti locali diversi punti % di deficit. Altro che social cards o altri "win for life"...

lunedì 26 ottobre 2009

Le primarie dei (polli) democratici


Tre milioni di (polli) democratici sono scesi in piazza, sprecando una domenica di sole con tepore primaverile, per dare 6 milioni di euro!! ad un partito in-democratico, il PDmenoL; per di più, non eleggendo il meno peggio (il dott. Ignazio Marino), ma il sig. Bersani, colui il quale solo 2 anni fa chiedeva misure certe al ministero dell'Interno contro i medici emiliani che protestavano pubblicamente contro i danni delle emissioni degli inceneritori, dicendo loro che non erano competenti in materia (mentre lui ministro dell'Economia lo era?); lo stesso che ha recentemente accolto a braccia aperte la dison. Binetti, che di democrazia e tolleranza verso l'Altro è alfiere convinto; lo stesso che tiene tra le sue fila il meglio dei giovani democratici, Bassolino, Iervolino, Loiero.

Gaudeamus dum iuvenes democratici sumus

Ps. Sappiate che quei 6 milioni di euro insieme al finanziamento pubblico...pardon, rimborsi elettorali andranno a finanziare quei fastidiosissimi volantini col faccione del prossimo candidato PD e non per la nostra CIG o il nostro welfare...

domenica 25 ottobre 2009

Report, ovvero come le banche vincono sempre (e doppio)

Ancora puntata interessante del programma della Gabanelli.
Tolto l'inizio in sordina, in cui ancora si da la parola a economisti giurassici fermi al XX secolo che disquisiscono di aumento del rapporto debito pubblico su PIL (ma se la domanda di merci inutili cala perchè siamo diventati più sobri, e, trovandosi il PIL al denominatore, il rapporto aumenta, è un bene o un male per la società?), ci si lancia sulla questione recupero crediti.

Dopo la legge D'Alema del '99 le banche possono vendere i propri crediti inesigibili a società di riscossione. Ora, che queste società fossero spietate, si sapeva. Che mettessero al'asta le case dei debitori, pure. Che non mostrassero le carte relative al procedimento, un po' meno. Che queste società cedessero parte dei crediti a seconde e terze società sconosciute, ancora meno. Che queste società sembrerebbero, e dico, sembrerebbero, essere società veicolo delle stesse banche creditrici, fuori bilancio, che cedono il recuperato a fondazioni olandesi, così da recuperare il credito senza pagarci le tasse, pare pazzesco. Uno scudo-quater?

Noooooo. Il presidente ABI, Santacecca, conferma: "non ci risulta". Dormiamo sonni tranquilli. Soprattutto da quando ho chiuso il conto alla Intesa-San Paolo.

Ah. Occhio se perdete il lavoro, ora, oltre a preoccuparvi di mangiare voi e famiglia, dovrete preoccuparvi anche di pagare l'IRPEF che il vostro datore non ha corrisposto. Sempre il centro-sx, il dison. Visco, nel 2000, ha depenalizzato l'omissione di pagamento IRPEF e IVA, quindi il fisco verrà a cercare voi.

Poi ci vengono a dire che dobbiamo far ripartire i consumi, che con la crisi dobbiamo stringere la corda...sì, ma non certo per darlo alle banche. Risparmiamo, e compriamo un fienile in campagna ed un pezzo di terra e un po' di sementi non OGM, che si prevedono tempi duri....

La legge è uguale per tutti? o dobbiamo sperare in un aldilà equo?

lunedì 5 ottobre 2009